Un pò di storia ...

Le Origini

Il Comune di Salerano, sorge in un territorio un po' angusto, nella cerchia orograficapiù interna dell'anfiteatro morenico, dell'antico Ghiacciaio aostano, sulla destra del fiume Dora Baltea.
E' accertato che i primi abitanti del Canavese furono i Salassi, tribù celtica che alcuni vogliono provenienti dalla Gallia, altri dalla Liguria.
Questo popolo fece la sua comparsa sul territorio canavesano attorno al V Secolo a.C. e rapidamente si spinse fino ai confini con il Vercellese, con il Biellese e la Valle d'Aosta.
Raggruppati sulle pendici dei monti sono mandriani boscaioli e minatori (scoprono e sfruttano i giacimenti di oro, di argento e di rame nei pressi di Tavagnasco, di piombo a Borgofranco e in Valle dell'Orco, di ferro a San Martino); quelli di fondo valle si dedicano principalmente all'agricoltura.
Attratti soprattutto dai giacimenti auriferi e dalla posizione del luogo sulla strada delle Gallie, i Romani tentarono di occupare questa Regione ma al primo tentativo (143 a.C.) subirono una dura sconfitta che ebbe pesanti ripercussioni su Roma. Solo più tardi la guerra fu ripresa e questa volta Appio Claudio ebbe la meglio. Contro le legioni Romane, meglio preparate militarmente e assai numerose, non bastò la strenua difesa dei Salassi, che capitolarono lasciando sul terreno piu' di 5.000 morti. Quest'area del Canavese passò quindi sotto il dominio di Roma che lo tenne per più' di cinque secoli.
Secondo Plinio nell'anno 654 i Romani fondarono Eporedia (Ivrea) allo scopo di avere un luogo fortificato per arginare le continue scorrerie dei Salassi, non del tutto domati, e le invasioni straniere.
"Con la discesa di barbari, il Canavese non venne risparmiato dalla occupazione. Prima i Borgognoni nel 490, poi gli Ostrogoti nel 508, i Franchi nel 553; seguirono i Sassoni, i Bulgari, i Sarmati, poi ancora i Franchi ed i Borgognoni.
I Longobardi nel VI secolo creano capitale il ducato di Ivrea, restandovi fino al 773, senza peraltro esercitare un dominio continuo ed effettivo.
Dopo i Longobardi fu nuovamente la volta dei Franchi: Ivrea fu scelta come capitale di marchesato, del quale facevano parte, oltre alla contea Eporediese, quelle di Torino, Alba, Asti, Bredule, Auriate ed Alberga.
Nell'anno 888 ai Franchi successero gli Anscarici e i Berengarici, che sino all'anno 1000 dominarono in Canavese.
E' coi Franchi che ebbe origine il feudalesimo, un fenomeno pero' non del tutto nuovo, perche' sin dalla fine del secolo IX, per la scomparsa del ceto medio, si era formata la classe dei "potentes" che minava sensibilmente l'autorità' del governo imperiale.
Terre e diritti venivano ripartiti in modo complicato e confuso; i feudatari agivano esclusivamente per il proprio tornaconto; le contese erano frequenti ed il brigantaggio costituiva un normale sistema di vita, come anche di rappresaglia (G.M. Musso "Invito al Canavese").
In questo contesto che ha come epicentro Ivrea, è facile immaginare il coinvolgimento di un'ampia area periferica di cui fa parte anche il territorio di Salerano.
In quale punto di questo periodo storico sia da inserire l'erezione del paese è difficile da stabilire perche' mancano notizie ufficiali.
Infatti, con il nome di Salerana, questo Comune viene citato per la prima volta nel 999 in un diploma di Ottone III.
Un'altra citazione la si ha in un documento dell'anno 1020, quando i figli di Arduino (Guiscardo e Arduino II) vi tennero un'assemblea. E' comunque certo che in questo paese (non si sa esattamente da quanto tempo), oltre alla Citta' di Ivrea vi aveva vari diritti anche il Capitolo Eporediese, che fino al 1173 era qui padrone di terre.
Successivamente Salerano segui' le sorti di Ivrea fino al 1619, quando, fra le proteste degli Eporediesi, Carlo Emanuele I Duca di Savoia, lo costituì in marchesato unitamente a Samone e a Banchette, a favore di Francesco Damas, discendente da antica e nobile famiglia francese.
Alla di lui morte, avvenuta nel 1639, il feudo passo' alle figlie ed ai loro rispettivi mariti: Enrico Emanuele di Saluzzo e Francesco dal Pozzo, della nobile famiglia alessandrina che ebbe il suo maggior fulgore nei secoli XIII e XIV.
Nel 1672 il feudo venne alienato a Gio Gotti originario di Cherasco.
Con l'estinzione di questa famiglia, avvenuta nel 1786, il feudo ritorno' alla Casa Savoia, la quale un anno dopo aver staccato Salerano dagli altri Comuni lo eresse a contado a favore di Alessandro Sclopis discendente da famiglia gentilizia di Giaveno, di cui si ha notizia sin dal secolo XIV.
Ad Alessandro Sclopis succedette il figlio Federigo Paolo, che fu insigne storico e uomo politico; fu Sindaco di Torino, ministro di Grazia e Giustizia, Presidente del Senato e Presidente a Ginevra dell'Arbitrato tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti. Con la morte di Federigo Paolo si estinse la famiglia degli Sclopis ed il feudo (1878) ancora una volta torno' definitivamente ai Savoia condividendone le sorti.