Piano di Protezione Civile

Compito fondamentale degli Enti Pubblici in materia di protezione civile, è la tutela dell'integrità della vita, dei beni e dell'ambiente dai danni, effettivi o potenziali, derivanti dall'insorgenza di eventi naturali.
Questi obiettivi sono possibili se si cerca di svolgere un buon lavoro di prevenzione ed al contempo di ottimizzare i tempi d'intervento mediante una serie di azioni efficienti ed efficaci che l'Ente Pubblico può stimolare.
Una conoscenza approfondita del territorio, ma anche il possesso della memoria storica, la consapevolezza delle condizioni di criticità dei territori di riferimento, rappresentano quindi gli elementi di base per mettere in campo azioni di programmazione e pianificazione di protezione civile.
Anche la legislazione vigente, mette in evidenza le responsabilità degli Amministratori Pubblici che mai come in questo periodo hanno dimostrato sensibilità e consapevolezza sul ruolo che proprio l'Ente Pubblico svolge in materia di prevenzione dei rischi.
Per questo motivo la Regione Piemonte - Settore Protezione Civile - ha predisposto delle linee guida per la redazione dei Piani Comunali di Protezione Civile.
Possedere un piano di Protezione Civile significa, infatti, per un Amministratore Locale, la possibilità di avvalersi di un utile strumento di supporto alle decisioni in fase di emergenza, ma anche l'opportunità di programmare le più adeguate politiche di diminuzione del rischio, di sviluppo e gestione del territorio.
Proprio la conoscenza dei rischi insistenti sul territorio e la lettura delle differenti dinamiche evolutive permette, infatti, la programmazione di un progetto di tutela dell'ambiente e del territorio e rappresenta un valore aggiunto alla cultura della messa in sicurezza del territorio sul quale viviamo.

IL NOSTRO GRUPPO DI PROTEZIONE CIVILE

Dall'aprile del 2001 è stata affidata al Comune di Salerano la conduzione della gestione associata di Protezione Civile, comprendente oltre il nostro Ente, anche i Comuni di Banchette, Fiorano, Lessolo e Samone.
Da quella data si sono costituiti i 5 Gruppi Comunali.
I volontari che compongono questi gruppi sono complessivamente 87 dei quali, 19 rappresentano il nostro Comune
I 5 gruppi Comunali formano il Gruppo Intercomunale Media Dora Baltea che, dall'ottobre 2002 è entrato a far parte del coordinamento provinciale di Protezione Civile.
Tutti i volontari hanno frequentato i corsi di primo soccorso e di autoprotezione; alcuni di loro stanno frequentando corsi di specializzazione.
I Comuni hanno provveduto a far predisporre il Piano di Protezione Civile Intercomunale con una spesa complessiva pari ad € 17.067,87. Si sono inoltre - grazie alla partecipazione a due bandi pubblici emessi dalla Regione Piemonte - ottenuti finanziamenti per un importo di € 72.808,02. Queste somme hanno così permesso di dotare tutti i volontari dei prescritti indumenti di protezione individuale, di dotare i gruppi delle indispensabili attrezzature e di procedere all'allestimento di una sala operativa all'interno del nostro Comune.

COME OPERA IL GRUPPO DI PROTAZIONE CIVILE

In questa parte cercheremo di spiegare come agisce il gruppo di protezione civile.
Per far capire come si mette a punto un percorso di intervento che possa essere efficace, dobbiamo immaginare di essere in un campo da gioco.
Intanto deve essere preso in esame l'ambiente quale scenario sul quale si svolgeranno le azioni di protezione civile, e precisamente il territorio su cui si intende operare.
Per poter fare questo, l'ambiente sul quale si realizzano le attività di protezione civile deve essere conosciuto a fondo: bisogna possederne la memoria storica intesa non solo come ricerca delle origini e delle radici ma anche per la cronologia degli eventi, la ricostruzione dei fatti e la loro lettura ed interpretazione. Tutto ciò per accumulare un patrimonio storico/culturale, per entrare in possesso di un bagaglio di esperienze utili a comprendere i fenomeni antichi e recenti che hanno modificato il rapporto dell'uomo con l'ambiente naturale.
Ecco spiegato perché i volontari che fanno parte del gruppo, sono chiamati a frequentare corsi di formazione, quali momenti in grado di trasferire conoscenze e competenze utili per permettere l'azione. Bisogna poi tenere conto degli eventi ostili che sferrano l'attacco (quindi tutte le problematiche legate ai rischi presenti sul territorio).
Fortunatamente accanto a questi elementi esiste il sistema di alleanza (in questo caso rientrano tutte le risorse disponibili).
Il gruppo deve trovarsi in grado di attuare le strategie di risposta (le procedure già definite). Tutto viene coordinato da uno stato maggiore, che sarà in grado di comprendere la situazione e di disporre le azioni di comando necessarie.
 
In altre parole un buon sistema di Protezione Civile deve:
  1. Acquisire la conoscenza dell'ambiente su cui si deve operare, secondo le modalità sopra descritte.
  2. Conoscere il pericolo dei rischi,: è importante approfondire la conoscenza di tutti i nemici, e - soprattutto - di qualsiasi natura essi siano (è ovvio che fronteggiare problemi di inquinamento sarà diverso rispetto a quelli di un alluvione ed ancora diversi da quelli di un incendio....); altrettanto importante sarà la conoscenza dell'ambiente nei quali essi si possono sviluppare quindi un ente, un territorio.......
  3. Cercare, individuare e registrare, in forma di archivio, di cartografia, ogni risorsa (quindi le forze amiche che ostacolano i nemici) disponibili per affrontare l'emergenza, sia essa umana (radioamatori, volontari, esperti), istituzionale (Comune, Provincia, Regione, Prefettura, VVFF......), o economica (disponibilità finanziarie).
  4. Nel momento in cui si conoscono le caratteristiche dell'ambiente, i suoi rischi e le sue risorse, allora si possono elaborare le procedure; i ruoli e i compiti, all'interno dell'attività d'emergenza, devono essere chiari , completi e ben coordinati.
Tutto viene gestito da una sala operativa (immaginiamo lo stato maggiore), che studia e perfeziona i metodi migliori per contrastare il nemico attivando le procedure più adatte, acquisendo con continuità notizie sul modo in cui il nemico attacca (monitoraggio del rischio) e, nel contempo, diramando opportuni ordini alle proprie unità combattenti (gestione delle risorse). Per poter effettuare nella migliore delle situazioni queste operazioni, è necessario mettere a regime queste operazioni: si concordano quindi con i volontari del gruppo alcuni giochi di ruolo: sono le esercitazioni che hanno lo scopo di preparare, permettere loro di essere in grado di agire nella maniera più completa ed organica dalle quali scaturiscono ammaestramenti che dovranno poi essere impiegati per l'aggiornamento del piano.
In questa direzione il comune, attraverso l'attuazione di un piano precedentemente stabilito, garantisce e favorisce la crescita della comunità locale. Infatti le esercitazioni o simulazioni, si pongono lo scopo di creare nei nostri cittadini la consapevolezza sulle modalità di diffusione degli allarmi nelle zone a rischio e sui comportamenti da adottare in modo da estendere la capacità di autodifesa.